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L’architettura degli alberi in Italia

30set2016

Quando osserviamo un albero, per valutarlo, ed anche quando ci apprestiamo a potarlo, siamo poco consapevoli del fatto che quell’albero, nel medesimo momento, ha almeno tre differenti età, combinate in modo diverso per specie e per singolo individuo arboreo, rese evidenti dallo sviluppo architetturale.
La prima età è di tipo anagrafico, la seconda di tipo fisiologico e la terza invece è di tipo morfogenetico. Sono le cellule meristematiche apicali che regolano lo sviluppo architetturale di un albero e ogni variazione delle funzioni del meristema condiziona lo stadio successivo di sviluppo.

francis_halle_bookLa crescita modulare dell’albero
Un albero può essere visto come un organismo modulare che si sviluppa secondo il proprio patrimonio genetico, in funzione della propria complessità strutturale e dell’ambiente in cui vive. La modellizzazione della crescita dell’albero e della sua forma “architettonica”, attraverso l’analisi di processi diversi (conduttività idraulica, fotosintesi, allocazione dei fotosintetati, biomeccanica, etc.) permette di ricostruire gli avvenimenti della crescita e della ramificazione: in una sola parola è possibile ricostruire la storia di un albero.
Francis Hallé ha definito 22 diverse modalità di crescita negli alberi, 12743525_10205876413486330_326797302800603064_ncodificando altrettanti “modelli architettonici”, basandosi su tre semplici criteri: verticalità o orizzontalità delle branche, modalità di crescita del fusto, disposizione delle inflorescenze.
La sua scuola, a Montpellier, e i suoi allievi, come Christophe Drénou, hanno implementato i modelli di accrescimento delle diverse specie di alberi, integrando dati biomeccanici e biologici osservabili nelle diverse fasi di crescita e maturità di un albero.

Il secondo evento sull’architettura degli alberi in Italia
Dopo l’interesse suscitato dal Convegno sul metodo ARCHI di C. Drenou, il percorso di divulgazione e di formazione sull’architettura degli alberi italiano continua anche nel 2016.
Il 30 Settembre 2016 infatti, il prestigioso Centro Congressi Giovanni XXII di Bergamo ospiterà un nuovo approfondimento delle basi scientifiche applicative di osservazione e valutazione dell’accrescimento architetturale degli alberi.architettuta_degli_alberi
Jeanne Millet, ricercatrice conosciuta in tutto il modo, pioniere dell’Architettura degli alberi che da oltre 25 anni opera in Nord America, sarà in Italia per la prima volta per quello che è già stato nominato evento dell’anno nel settore dell’arboricoltura.
Il titolo è “LO SVILUPPO DELL’ALBERO E LA SUA DIAGNOSI. L’architettura degli alberi: nuove frontiere della conoscenza in arboricoltura“. Come per il convegno dello scorso anno di Drenou, è prevista la partecipazione di arboricoltori da tutta l’Italia. Il Convegno è infatti rivolto a coloro che fanno parte della filiera dell’arboricoltura, che abbiano interesse ad ampliare ed approfondire le proprie competenze in materia di gestione degli alberi maturi: docenti, liberi professionisti, funzionari di amministrazioni pubbliche, operatori, tecnici, arboricoltori, cultori della materia e appassionati.

Conoscere l’architettura di un albero vuol dire apprendere un linguaggio utile a comprendere cosa “dice” l’albero quando lo guardiamo e quando lo potiamo, afferma Jeanne Millet.

Attraverso le potature si stimolano risposte di crescita che vanno in senso opposto agli obiettivi prefissati, riferisce la specialista di “architettura degli alberi” in un libro pubblicato l’anno scorso presso MultiMondes Éditions. Inoltre negli alberi si crea una costosa dipendenza dalle potature ripetitive, dando loro forme sgradevoli e causandone un invecchiamento precoce”.

11016977_937995446234285_8815136173845619011_nLe ricerche dalla professoressa Millet negli anni 2000 hanno rivelato che molti dei nostri alberi non crescono secondo un unico modello, ma secondo diversi modelli, spesso sovrapposti e concatenati tra loro. Ciò conferisce loro una grande capacità di adattamento alle variazioni climatiche. “Questa scoperta rende possibile il riconoscimento della sequenza completa di sviluppo che caratterizza ogni specie arborea delle regioni temperate. Essa permette di distinguere nella struttura dell’albero, con maggiore accuratezza di prima, ciò che è geneticamente codificato da ciò che è determinato da condizioni ambientali”, afferma la botanica.
JLI16021655.1447894080.580x580Il suo libro, che è frutto di 20 anni di ricerca nel campo dell’architettura degli alberi e di osservazioni sul campo, è destinato a diventare uno strumento diagnostico per la valutazione della salute degli alberi in Quebec e in Nord America. Quando il famoso ecologista olandese Roelof AA Oldeman è venuto a sapere del volume, ne è rimasto affascinato. “Voi tutti, amanti di alberi, ascoltate il mio consiglio: leggete questo libro!” dichiara nella prefazione del libro. Poi aggiunge: “Questo libro non è scritto solo per essere letto, ma anche e soprattutto per essere usato come strumento!”.
Lo scopo della giornata di studio è fornire strumenti concettuali e di osservazione, per riconoscere le strutture costanti nelle diverse specie arboree, descritte e modellizzate nella cosiddetta “architettura degli alberi”, indicare semplici e intuitivi elementi per una corretta procedura di diagnosi e definire le modalità per la corretta progettazione dei possibili interventi nella logica dell’arboricoltura urbana.


Il percorso formativo in Italia

L’evento con Jeanne Millet si inserisce nel percorso di divulgazione sull’architettura degli alberi iniziato nel 2015 con il convegno con C. Drenou, della Scuola di Montpellier.
Notevole lo sforzo del comitato scientifico e della struttura organizzativa che sta traducendo numerosi articoli dei più importanti ricercatori sull’architettura degli alberi, da pubblicare sulle riviste italiane (Acer Il Verde Editoriale, Sherwood, ecc..), alcuni dei quali riservati agli iscritti ai convegni per una maggiore comprensione delle tematiche affrontate.
L’evento ha ricevuto il patrocinio di Ordini e Collegi professionali, della Società Italiana di Arboricoltura (SIA), di Associazioni del settore, degli Enti territoriali ed altri in attesa di conferma.

PER INFO ED ISCRIZIONI: www.architetturadeglialberi.it 

Breve nota biografica di Jeanne MilletJMillet
Jeanne Millet, biologa, dottore in architettura degli alberi ed ecologia. Ha ottenuto il Ph- D- nel 1997 all’università di Montreal (Canada), in coordinamento con l’università di Montpellier II (France).
Per più di venti anni ha fatto ricerche nell’architettura degli alberi presso l’Istituto di ricerca in biologia vegetale,negli ultimi ani è research fellow  nel Dipartimento di scienze biologiche dell’Università di Montreal, dove anche in questi ultimi anni tiene un corso.
In quanto pioniere in architettura degli alberi,  da oltre 25 anni opera in America del Nord, contribuendo in modo significativo allo sviluppo di questa scienza.
Nel 2012 ha pubblicato il primo libro mai scritto, sull’architettura degli alberi nelle regioni temperate e, nel 2015, il primo libro divulgativo sullo stesso tema.
Oltre ad insegnare nell’università, tiene conferenze per il grande pubblico e corsi di formazione per tecnici e professionisti.
Libri in francese dedicati all’architettura degli alberi, scritto da J. Millet: “L’architecture des arbres des régions tempérées” e “Le developpement de l’Arbre” presso Éditions MultiMondes.


 

Si ringrazia Ottavio Mozzoni, Arboricoltore professionista, European Tree Technician, per alcune delle foto dell’articolo che riguardano la potatura di alberi secolari nelle Marche.