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Visual Tree Assessment – Claus Mattheck

11ott2007

mattheck_claus_3 Nato a Dresda (Germania) nel 1947, Claus Mattheck compie studi di fisica teorica, ovvero una disciplina scientifica molto lontana dal mondo degli alberi. A partire dal 1985, lavora presso il Centro di Ricerca su Tecnologia ed Ambiente di Karlsruhe (D). Il suo campo di studi è la biomeccanica, ed in particolare la valutazione dell’ottimizzazione della crescita delle strutture biologiche. Attraverso elaborazioni al computer delle immagini delle formazioni più disparate (dalle conchiglie alle ossa dei volatili), che gli valgono il primo dei numerosi premi internazionali da lui vinti, intuisce la regola generale che governa la crescita di ogni struttura biologica: l’auto-ottimizzazione, ovvero l’assoluta mancanza di spreco di materiale nella crescita adattativa.
Esaminando l’aspetto biomeccanico delle ossa e di alcune parti del corpo umano e di animali, Mattheck è arrivato allo studio degli alberi. In una prima fase egli ha confrontato gli alberi con una struttura ottimale dal punto di vista meccanico e ha verificato che questi sono costruiti in modo perfetto. In questo modo ha imparato ad ammirare ed amare questi grandi organismi viventi che vivono più a lungo degli altri; gli alberi lo hanno affascinato e sono diventati l’oggetto del suo metodo di lavoro rivelatosi atipico.

mattheck_claus_1Nel giro di pochi anni Mattheck è diventato l‘esperto mondiale di meccanica degli alberi, con studi particolari sulle inserzioni dei rami, sulla resistenza delle radici, sull’eliminazione dei danni ed altri settori della scienza degli alberi, che hanno come base l’Assioma della Tensione Costante.Un assioma è una affermazione che pare essere ovvia in virtù della sua plausibilità, ma che non può essere dimostrata in maniera assoluta. Ed in effetti, a molti ricercatori e tecnici in campo forestale pare ovvio ed intuitivo affermare che “un albero è una struttura meccanica che si auto-ottimizza”. Ciò significa che gli alberi fanno un uso rigoroso ed economico del loro materiale, per quanto è loro possibile e nel modo migliore possibile. In una struttura ottimizzata, non ci sono aree eccessivamente caricate (punti di rottura) né aree troppo poco caricate (spreco di materiale). Una struttura ottimizzata ha uno stress costante uniformemente distribuito su tutta la sua superficie. Seguendo tale ragionamento, si arriva a intuire che l’apposizione di materiale apparentemente superfluo è in realtà un segnale che deve destare attenzione: qualcosa, nella struttura, è intervenuto ad alterare l’equilibrio fin lì instaurato.

mattheck_claus_2Attraverso il riconoscimento di questi sintomi esterni è possibile effettuare una prima valutazione dello stato di conservazione dell’albero, ed effettuare degli approfondimenti di indagine, con metodi strumentali, nei casi in cui sia necessario arrivare ad un preciso dimensionamento del difetto.Questa metodologia, ormai nota in tutta Europa e negli USA con il nome di VTA (Visual Tree Assessment) non si basa, quindi, esclusivamente sull’impiego delle apparecchiature più disparate.

Prima di ogni altra cosa, è l’osservazione a condurre l’occhio dell’esperto verso i punti critici. Non basta maneggiare uno strumento per riuscire a leggere ciò che l’albero ed i suoi ospiti più intimi raccontano.

“Nel linguaggio degli alberi non esiste la bugia. Anche per questo vale la pena di impararlo”!

Nel corso della sua attività scientifica, Claus Mattheck ha scritto oltre 200 articoli, ha pubblicato 9 libri ed ottenuto 13 brevetti.

Per primi, in Italia, abbiamo applicato il metodo V.T.A. ed utilizzato le apparecchiature annesse per la valutazione di stabilità degli alberi (1995).

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