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Valutazione della stabilità di un tiglio con vistoso carpoforo di Ganoderma

30nov2016

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Ganoderma applanatum

(case history). Siamo stati chiamati a valutare un tiglio radicato nel giardino di una proprietà privata in provincia di Piacenza che presentava alla base un vistoso corpo fruttifero di Ganoderma applatanum, patogeno fungino agente di carie bianca del legno a livello delle radici e del tronco.

L’indagine è stata svolta secondo il Protocollo SIA sulla valutazione della stabilità degli alberi.

Le carie del legno sono sintomatologie causate da parassiti fungini a carico degli organi legnosi che hanno come conseguenza la degenerazione del legno. Responsabili di questa patologia sono dei funghi che si nutrono del legno (funghi xilovori) e che generalmente entrano nella pianta ospite per ferita, insediandosi e dando origine all’infezione, che sarà più o meno grave in funzione della capacità reattiva della pianta e del suo stato fisiologico e sanitario.

Più una pianta è efficiente, maggiore sarà la sua capacità reattiva tesa a contrastare l’insediarsi dell’infezione a carico degli organi legnosi. Le carie evolvono principalmente grazie agli enzimi prodotti dai funghi in grado di demolire la parete cellulare. Tali enzimi agiscono generalmente a due livelli: alcuni attaccano la cellulosa producendo carie bruna, altri demoliscono la lignina e vari altri componenti della parete producendo carie bianca, la quale può assumere diversi aspetti morfologici (spugnosa, fibrosa, lamellara, ecc).

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Indagine strumentale con tomografo

Allo scopo di verificare le condizioni dei tessuti legnosi interni, l’albero è stato sottoposto ad indagine strumentale, mediante utilizzo di tomografo sonico Arbotom.

Lo strumento determina la velocità con la quale un’onda sonora, generata alternativamente sui diversi sensori, si propaga all’interno del legno. I dati relativi al tempo che impiegano gli impulsi generati su un sensore a raggiungere gli altri sono quindi trasferiti ad un computer che elabora una immagine della sezione indagata, evidenziando la presenza di difetti e degenerazioni del legno interno con diverse colorazioni.

Il tomogramma ottenuto dall’indagine effettuata alla base dell’albero ha messo in evidenza estese alterazioni dei tessuti legnosi interni (colore viola).

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Tomogramma

La valutazione di stabilità consiste nella identificazione tassonomica e nella descrizione morfologica, anatomica, biologica, fitopatologica e meccanica dell’albero al fine di determinarne la pericolosità, intesa come propensione al cedimento strutturale integrale o parziale.

Tale verifica richiede conoscenze approfondite e integrate di arboricoltura ornamentale (botanica, patologia vegetale, tecnologia del legno, meccanica, ecc.).

La valutazione di stabilità individua le cure colturali e gli interventi utili alla riduzione della pericolosità e definisce modalità e cadenza tempora le dei monitoraggi necessari al controllo della sua evoluzione nel tempo.
Nel caso in cui le condizioni di pericolosità non siano mitigabili, attraverso specifici interventi colturali, la valutazione di stabilità è lo strumento idoneo per ad individuare la necessità di procedere all’abbattimento dell’albero.

L’indagine è stata effettuata in collaborazione con il Barone Rampante di Piergiorgio Barbieri.

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