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Perchè gli alberi, in città, cadono?

11nov2018

Alla fine del mese di ottobre 2018 ancora una volta l’Italia è stata colpita da fenomeni meteorologici violenti che fino a qualche anno fa venivano definiti straordinari ma che stanno diventando sempre più frequenti. Studi ed analisi, del resto, ci dicono da anni che l’Italia sarà uno dei Paesi Europei che più di altri subirà gli effetti catastrofici dei cambiamenti climatici, che ormai sono sotto gli occhi di tutti. Questi fenomeni si portano dietro anche schianti di alberi o di intere alberate, con gravi danni e anche in termini di vite umane.

Ma anche di fronte alle immagini ed ai servizi dei telegiornali che li definiscono “killer” continuiamo a ribadire che gli alberi sono una risorsa per le città e che la soluzione non è quella di eliminarli o di pensare di renderli innocui con potature drastiche. Perché purtroppo come spesso succede in Italia, anziché imparare dai fatti tragici e correre ai ripari, si preferisce ricorrere alle soluzioni più semplici, di “pancia”, che rispetto alla paura di caduta di alberi vuol dire, appunto, abbattimenti incontrollati e potature drastiche e dannose. Come arboricoltori abbiamo il dovere di ripristinare l’ordine delle cose e dire che gli alberi in città devono esserci, per tutti i benefici ambientali, sociali ed economici che forniscono e che diventano sempre più importanti proprio nella mitigazione dei cambiamenti climatici sulle città. E che bisogna sgomberare il campo da ansia ed azioni improvvisate ed iniziare a ragionare seriamente sulla loro corretta pianificazione, gestione e cura.

Analisi interessanti sono state fornite dall’Associazione Direttori e Tecnici Pubblici Giardini http://www.pubblicigiardini.it/eccezionale-maltempo-del-29-ottobre-2018-considerazioni/ e dal Prof. Francesco Ferrini, Preside Scuola di Agraria Università di Firenze.

ECCEZIONALE MALTEMPO DEL 29 OTTOBRE 2018 – CONSIDERAZIONI

Quello che è successo non fa altro che confermare, ancora una volta, che le città hanno bisogno, per gli interventi su alberi e verde, di professionisti preparati e formati, in grado di operare secondo le corrette pratiche agronomiche ed arboricolturali, anche per affiancare i pianificatori ed i gestori del verde urbano ed accompagnarli in una gestione corretta, con uno sguardo al futuro, di quella che viene ormai definita – per l’importanza che ha assunto – “foresta urbana”, cioè l’insieme di alberi ed aree verdi, pubbliche e private, all’interno della citta.
E’ anche ora di iniziare a parlare della necessità di rinnovare progressivamente le alberate vetuste, danneggiate e malate, intervenendo su basi scientifiche, coinvolgendo tutta la filiera a partire da chi gli alberi li coltiva e li produce, perché ci sia materiale vivaistico di qualità quando dovremo iniziare a sostituire interi viali urbani. Argomento tabù nel nostro Paese ma che chiede dei ragionamenti seri e multidisciplinari che non si possono più rinviare. Occorre, poi, un cambio definitivo di mentalità, considerare i costi di gestione del verde non più come una spesa ma bensì come un vero e proprio investimento e acquisire la consapevolezza che professionalità e qualità sono fattori fondamentale quando si verde e che, per questo, appalti e contratti con meccanismi che guardano solo al prezzo non sono più adatti.

Il prossimo 29 novembre nell’ambito del primo forum mondiale della FAO sulle foreste urbane di Mantova (https://www.wfuf2018.com) organizzeremo con Assofloro, Coldiretti e la Società Italiana di Arboricoltura, una serie di conferenze che hanno per oggetto proprio la professionalità, la necessità di rivedere i meccanismi degli appalti di manutenzione del verde e di pianificare il rinnovo delle alberate urbane.

Il link con il programma: http://www.assofloromagazine.it/wfuf2018-forum-mondiale-sulle-foreste-urbane/

Qui un’intervista condivisa con il Presidente dell’Associazione Arboricoltori Andrea Trentini, per Fiori&Foglie, il blog del TGCOM24: http://fioriefoglie.tgcom24.it/2018/11/alberi-caduti-in-citta-fragili-per-colpa-di-eta-scavi-e-capitozzi/