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	<title>Studio Tecnico di Arboricoltura Ornamentale e Gestione del Verde &#187; Avversità</title>
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	<description>Studio Tecnico di Arboricoltura Ornamentale e Gestione del Verde</description>
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		<title>Alberi e cantieri edili</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 09:31:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arboricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Avversità]]></category>
		<category><![CDATA[Il verde e la città]]></category>
		<category><![CDATA[Progettazione verde]]></category>
		<category><![CDATA[Verde Pubblico]]></category>

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		<description><![CDATA[I danni causati agli alberi presenti all’interno od in prossimità dei cantieri edili possono essere causa di gravi conseguenze. I tecnici e gli arboricoltori andrebbero interpellati già nella fase progettuale delle opere, in modo da evidenziare i rischi per gli alberi e pianificare gli accorgimenti necessari alla protezione. Troppo spesso, invece, la consulenza degli esperti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I danni causati agli alberi presenti all’interno od in prossimità dei cantieri edili possono essere causa di gravi conseguenze.</p>
<p>I tecnici e gli arboricoltori andrebbero interpellati già nella fase progettuale delle opere, in modo da evidenziare i rischi per gli alberi e pianificare gli accorgimenti necessari alla protezione.</p>
<p>Troppo spesso, invece, la consulenza degli esperti viene richiesta quando il danno è già stato causato o quando appaiono i primi sintomi di decadimento dell’albero. In alcuni casi è possibile rimediare al danno o limitarne l’evoluzione.</p>
<p>Spesso, purtroppo, l’unico soluzione è l&#8217;abbattimento: i danni da costruzione influenzano la struttura e la stabilità dell’albero.</p>
<ul>
<li>Se sei un <strong>progettista</strong> di opere pubbliche, di interventi edilizie e all’interno del cantiere sono presenti degli alberi che potrebbero essere danneggiati,</li>
<li>Se sei un <strong>general contractor</strong> o un’<strong>imprea edile </strong><strong></strong> e pensi che gli interventi che ti appresti a realizzare potrebbero causare danni agli alberi presenti nel cantiere,</li>
<li>Se sei il <strong>proprietario</strong> di un albero e pensi che possa aver subito danni a causa di scavi, urti o se il suolo in cui si sviluppano le radici è stato compattato dal passaggio di automezzi pesanti,</li>
</ul>
<p><strong><a href="http://www.arboricoltura.info/contatti/">contattaci al più presto</a></strong>!</p>
<p>Troveremo insieme le soluzioni migliori per:</p>
<p><strong>Prevenire i danni</strong></p>
<ul>
<li>Assistenza in fase progettuale per valutazione dei possibili rischi di danneggiamento degli alberi;</li>
<li>Indicazione di alternative progettuali per evitare il danneggiamento;</li>
<li>Individuazione dei sistemi di protezione degli alberi all&#8217;interno del cantiere.</li>
</ul>
<p><strong>Gestire gli alberi danneggiati</strong></p>
<ul>
<li>Ispezione visiva e strumentale, valutazione dei danni;</li>
<li>Interventi per limitare l’evoluzione dei danni: trattamento delle lesioni del tronco e della chioma, potatura di messa in sicurezza, consolidamento, piano delle irrigazioni (è importante mantenere un adeguato ma non eccessivo apporto idrico alla zona delle radici danneggiate), drenaggio, miglioramento delle caratteristiche chimico fisiche del terreno, corretta pianificazione degli interventi fertilizzazione con prodotti biologici biostimolanti (un errato trattamento di concimazione su piante con apparato radicale danneggiato da scavi potrebbe stimolare una eccessiva crescita della parte aerea a scapito di quella radicale; i piani di concimazione devono pertanto essere basati sulle reali esigenze nutrizionali dell’albero);</li>
<li>Monitoraggio del decadimento e valutazione dei rischi.</li>
</ul>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2097" title="danni1" src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2011/10/danni1-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /><img class="alignleft size-medium wp-image-2098" title="danni2" src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2011/10/danni2-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /><img class="alignleft size-medium wp-image-2099" title="danni3" src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2011/10/danni3-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /><img class="alignleft size-medium wp-image-2100" title="danni4" src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2011/10/danni4-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /><img class="alignleft size-medium wp-image-2101" title="danni 5" src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2011/10/danni-5-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /><img class="alignleft size-medium wp-image-2102" title="danni6" src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2011/10/danni6-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /><img class="alignleft size-medium wp-image-2103" title="danni7" src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2011/10/danni7-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
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		<title>12 domande sul controllo biologico</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 13:31:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avversità]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta biologica]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[L’adozione di metodologie di lotta a basso impatto ambientale è ormai una realtà in molte aziende e settori, con una caratterizzazione della difesa di tipo  biologico – integrato. Un approccio, quest’ultimo della lotta biologica –integrata, che ha, tra suoi punti  di forza, la salubrità degli ambienti, la sicurezza degli operatori, il rispetto dell’ambiente, ma anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-2010 alignleft" title="1" src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2011/10/1-300x76.jpg" alt="" width="300" height="76" /></p>
<p style="text-align: justify;">L’adozione di <strong>metodologie di lotta a basso impatto ambientale</strong> è ormai una realtà in molte aziende e settori, con una caratterizzazione della difesa di tipo  biologico – integrato. Un approccio, quest’ultimo della lotta biologica –integrata, che ha, tra suoi punti  di forza, la salubrità degli ambienti, la sicurezza degli operatori, il rispetto dell’ambiente, ma anche la sua efficacia e la sua proponibile competitività economica con la lotta chimica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da anni il nostro studio propone piani ed intereventi di lotta a basso impatto ambientale nell&#8217;ambito della difesa del verde ornamentale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong>Saremo pertanto presenti  al convegno organizzato da Ibma-Assometab</strong> che si terrà <strong>giovedì 6 ottobre</strong> al <strong>Macfrut</strong></strong> di Cesena.<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Difesa integrata, agricoltura biologica e produzioni sostenibili</strong> sono criteri sempre più attuali e dai quali passa il futuro dell&#8217;ambiente,  ma ciascuno per essere sviluppato richiede una diffusa  e progressiva disponibilità di <strong>mezzi tecnici </strong><strong>di controllo biologico</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma <strong>cos&#8217;è</strong> il <strong>controllo biologico</strong>, quali sono i suoi <strong>limiti </strong>tecnici e normativi ma anche quali le sue <strong>applicazioni</strong> e le grandi <strong>opportunità</strong> che offre, e come fare affichè queste vengano colte in una chiave di  modernità a favore di tutto il sistema delle produzioni agricole?<br />
A questo si darà risposta attraverso <strong>dodici domande sul controllo biologico</strong> cui risponderanno altrettanti <strong>esperti</strong> del mondo dell&#8217;industria, del biologico, della Grande distribuzione  organizzata (Gdo) e delle istituzioni. Il coordinatore sarà <strong>Andrea Sala</strong> di <strong>Ibma Italia-Assometab</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">1- Come è cambiato il controllo biologico negli ultimi 10 anni? (Massimo Benuzzi &#8211; Intrachem Italia)</p>
<p>2- In quanti modi i semiochimici possono essere utili in agricoltura? ()Vittorio Veronelli &#8211; CBC EUROPE</p>
<p>3- Perché è così complicato registrare un prodotto naturale? (Fabrizio Jondini &#8211; Expedia)</p>
<p>4- Come potrebbero i prodotti biologici avere un autorizzazione più appropriata? (Sergio Franceschini &#8211; Intrachem Production)</p>
<p>5- Perché alcuni concimi sembrano uguali a prodotti per la difesa? (Fabio Paci &#8211; Xeda Italia)</p>
<p>6- Quale è oggi il mercato degli insetti utili in europa e in italia? (Renato Lama- Koppert Italia)</p>
<p>7- Perché è più difficile vendere i prodotti per il controllo biologico? (Vincenzo Cavicchi &#8211; Suterra Europe)</p>
<p>8- Lotta biologica e agricoltura biologica: quanto si frequentano?m (Cristina Micheloni &#8211; AIAB)</p>
<p>9- Quale integrazione tra prodotti biologici e prodotti convenzionali? (Marco Rosso &#8211; Agrofarma)</p>
<p>10- Come trasferire ai produttori agricoli le aspettative dei consumatori? (Maurizio Brasina &#8211; COOP Italia)</p>
<p>11- Quale è il giusto ruolo del controllo biologico in un disciplinare IPM? (Tiziano Galassi &#8211; Regione Emilia Romagna)<strong><img class="alignright size-medium wp-image-2011" title="2" src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2011/10/2-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></strong></p>
<p>12- Come cambierà la difesa integrata dal 2014? (Maurizio Desantis, Ministero Agricoltura)</p>
<p>coordina Andrea Sala, IBMA Italia &#8211; Assometab</p>
<p><strong>Una iniziativa di: IBMA Italia &#8211; Assometab &#8211; Associazione italiana dei produttori di mezzi tecnici per il controllo biologico</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<div class="bottomcontainerBox" style="border:1px solid #808080; border-radius:5px 5px 5px 5px; box-shadow:2px 2px 5px rgba(0,0,0,0.3);background-color:#F0F4F9;">
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		</item>
		<item>
		<title>Il controllo biologico del punteruolo rosso delle Palme</title>
		<link>http://www.arboricoltura.info/2010/10/13/il-controllo-biologico-del-punteruolo-rosso-delle-palme/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-controllo-biologico-del-punteruolo-rosso-delle-palme</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 17:01:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arboricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Avversità]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta biologica]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Nemopak palme SC, nematodi entomopatogeni per il controllo biologico dei parassiti delle palme. Da Bioplanet]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><img class="alignleft size-full wp-image-715" title="Rhynchophorus ferrugineus" src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2009/01/dscn1896stelkevertjes350x251.jpg" alt="Rhynchophorus ferrugineus" width="164" height="160" />Rhynchophorus ferrugineus </em>è un coleottero curculionide originario dell&#8217;Asia sud-orientale, strettamente legato alle palme, giunto nel continente europeo negli anni &#8217;90 ed oggi diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo. In Italia la sua presenza è stata accertata per la prima volta nel corso del 2004. <em>R.ferrugineus </em>può attaccare tutti i generi delle Arecaceae (<em>Phoenix</em>, <em>Washingtonia</em>, <em>Trithrinax</em>, <em>Trachycarpus </em>e <em>Cocos </em>ecc.<em>) </em>sebbene in Italia le infestazioni siano sinora quasi esclusivamente a carico di esemplari di <em>Phoenix canariensis</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La pericolosità del fitofago è stata evidenziata nelle liste dell&#8217;EPPO che lo classificano a livello &#8220;Alert&#8221;, in relazione al fatto che, nei paesi ove si è acclimatato, le sue infestazioni assumono i connotati di una vera e propria emergenza fitosanitaria provocando estese morie di palme.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2007 in Italia, il Ministero dell&#8217;Agricoltura ha emesso un decreto di lotta obbligatoria al fine di contrastarne l&#8217;insediamento e la diffusione (DM 9 novembre 2007), recependo una decisione della Commissione Europea (2007/365/CE) che indirizzava in tal senso.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Controllo del Rincoforo </strong></h3>
<p style="text-align: justify;"><img class="size-medium wp-image-720 alignright" title="nemopak" src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2009/01/nemopak-300x196.jpg" alt="nemopak" width="300" height="196" />Le larve del rincoforo vivono e si alimentano all&#8217;interno di gallerie e quindi sono difficilmente raggiungibili dai tradizionali trattamenti insetticidi per via aerea. L&#8217;applicazione soprachioma di insetticidi può colpire in parte gli adulti o le forme giovanili molto superficiali, ma non è in ogni caso risolutiva. L&#8217;utilizzo ripetuto di pesticidi chimici in ambito urbano e nei pressi di abitazioni è soggetto a forti limiti ambientali, sanitari e legislativi (autorizzazioni ecc.) ed in ogni caso non può costituire una soluzione duratura ed applicabile su larga scala.</p>
<p style="text-align: justify;">I trattamenti endoterapici sono altrettanto complessi. Essi possono anche avere una certa efficacia ma solo contro le larve.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, sono posti in discussione per diversi motivi fra i quali in primo luogo il particolarissimo sistema vascolare delle palme, che non consente una efficace traslocazione dei principi attivi verso le parti infestate.</p>
<p style="text-align: justify;">Non meno importante il fatto che i fori praticati nello stipite e l&#8217;applicazione di preparati chimici nel tessuto parenchimatico delle palme, predispongono le piante a patologie che possono pregiudicare la vitalità delle piante quanto o più degli attacchi del rincoforo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Il tutto con l&#8217;aggravante che sempre più spesso, nel settore della manutenzione e disinfestazione del verde, compaiono soggetti che, forviati dall&#8217;apparente semplicità della tecnica, si &#8220;improvvisano endoterapisti &#8220;bucando&#8221; le piante senza rendersi conto di ciò che stanno facendo.</span></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-716" title="Rhynchophorus ferrugineus" src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2009/01/6223r7zejx9s35m7x1jkbd3a.jpg" alt="Rhynchophorus ferrugineus" width="170" height="123" />Lotta biologica </strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Nei nostri habitat non sono conosciuti specifici nemici naturali in grado di esercitare un&#8217;azione di antagonismo efficace; anche in funzione di questa mancanza si spiega la diffusione rapida ed incontrastata di <em>Rhynchophorus ferrugineus </em>nei nuovi areali. Diversi organismi possono comunque svilupparsi a carico del rincoforo ma la maggioranza di essi vive nelle aree di origine del fitofago, in Asia, e sinora nessuno di essi è stato oggetto di programmi di introduzione per una lotta biologica di tipo classico. Nel frattempo si stanno valutando diverse possibilità di intervento con organismi utilizzati per applicazioni di lotta biologica in agricoltura e nel verde ornamentale.</p>
<p style="text-align: justify;">La sperimentazione e le prime applicazioni pratiche sono orientate in particolare su funghi entomopatogeni e nematodi entomoparassiti, questi ultimi noti come efficaci fattori di controllo di insetti dannosi che vivono soprattutto nel suolo (larve di coleotteri, ditteri e lepidotteri).</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p>PER INFORMAZIONI: BIOPLANET &#8211; <a href="http://www.bioplanet.it">www.bioplanet.it </a>- <a href="mailto: info@bioplanet.it">info@bioplanet.it</a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div class="bottomcontainerBox" style="border:1px solid #808080; border-radius:5px 5px 5px 5px; box-shadow:2px 2px 5px rgba(0,0,0,0.3);background-color:#F0F4F9;">
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		<title>Danni alle radici da scavi</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 23:09:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avversità]]></category>
		<category><![CDATA[Casi studio]]></category>
		<category><![CDATA[Il verde e la città]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel mese di Ottobre 2009 siamo stati incaricati di valutare i danni causati alle radici di un filare di alberi (Acer saccharinum) radicati a lato di una carreggiata stradale oggetto di riqualificazione (ampliamento, creazione pista ciclopedonale, ecc&#8230;). Purtroppo, come spesso accade (anche a causa della mancanza di adeguate prescrizioni in fase di progettazione delle opere), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel mese di Ottobre 2009 siamo stati incaricati di valutare i danni causati alle radici di un filare di alberi (<em>Acer saccharinum</em>) radicati a lato di una carreggiata stradale oggetto di riqualificazione (ampliamento, creazione pista ciclopedonale, ecc&#8230;).</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo, come spesso accade (anche a causa della mancanza di adeguate prescrizioni in fase di progettazione delle opere), la creazione delle aiuole di contenimento del filare alberato ha comportato danni piuttoto gravi alle radici degli alberi (scavi eseguiti a circa 60-70 cm di distanza dai tronchi; taglio radici di 4-8 cm di diametro; asportazione di circa il 30/35 % della zolla).</p>
<p style="text-align: justify;">L’ispezione delle radici è stata effettuata attraverso sistema di scavo ad aria compressa (AirSpade).</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie a questo innovativo sistema di &#8220;scavo&#8221; è stato possibile, oltre che studiare le condizioni dell’apparato radicale senza arrecare ulteriori lesioni (nemmeno al <em>capillizio</em>), apportare un miglioramento strutturale e nutritivo, miscelando il substrato con prodotti ammendanti e sostanze umiche. Sono inoltre stati utilizzati prodotti in grado di <em>stimolare</em> l&#8217;emissione di nuove radici.</p>
<p style="text-align: justify;">Di seguito il report fotografico dell&#8217;intervento.</p>
<p><a href="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2009/11/DSC_0165.JPG"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-971" title="danni_radicali2" src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2009/11/DSC_0165-150x150.jpg" alt="danni_radicali2" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2009/11/DSC_0103.JPG"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-964" title="danni_radicali1" src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2009/11/DSC_0103-150x150.jpg" alt="danni_radicali1" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2009/11/DSC_0171.JPG"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-972" title="danni_radicali3" src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2009/11/DSC_0171-150x150.jpg" alt="danni_radicali3" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2009/11/DSC_0115.JPG"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-973" title="danni_radicali4" src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2009/11/DSC_0115-150x150.jpg" alt="danni_radicali4" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2009/11/DSC_0117.JPG"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-974" title="danni_radicali6" src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2009/11/DSC_0117-150x150.jpg" alt="danni_radicali6" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2009/11/DSC_0119.JPG"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-975" title="danni_radicali7" src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2009/11/DSC_0119-150x150.jpg" alt="danni_radicali7" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2009/11/DSC_0128.JPG"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-976" title="danni_radicali9" src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2009/11/DSC_0128-150x150.jpg" alt="danni_radicali9" width="150" height="150" /></a></p>
<div class="bottomcontainerBox" style="border:1px solid #808080; border-radius:5px 5px 5px 5px; box-shadow:2px 2px 5px rgba(0,0,0,0.3);background-color:#F0F4F9;">
			<div style="float:left; width:85px;padding-right:10px; margin:4px 4px 4px 4px;height:30px;">
			<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.arboricoltura.info%2F2009%2F11%2F04%2Fdanni-alle-radici-da-scavi%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=85&amp;action=like&amp;font=verdana&amp;colorscheme=light&amp;height=21" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width=85px; height:21px;" allowTransparency="true"></iframe></div>
			<div style="float:left; width:80px;padding-right:10px; margin:4px 4px 4px 4px;height:30px;">
			<g:plusone size="medium" href="http://www.arboricoltura.info/2009/11/04/danni-alle-radici-da-scavi/"></g:plusone>
			</div>
			<div style="float:left; width:95px;padding-right:10px; margin:4px 4px 4px 4px;height:30px;">
			<a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://www.arboricoltura.info/2009/11/04/danni-alle-radici-da-scavi/"  data-text="Danni alle radici da scavi" data-count="horizontal">Tweet</a>
			</div><div style="float:left; width:105px;padding-right:10px; margin:4px 4px 4px 4px;height:30px;"><script type="in/share" data-url="http://www.arboricoltura.info/2009/11/04/danni-alle-radici-da-scavi/" data-counter="right"></script></div>			
			<div style="float:left; width:85px;padding-right:10px; margin:4px 4px 4px 4px;height:30px;"><script src="http://www.stumbleupon.com/hostedbadge.php?s=1&amp;r=http://www.arboricoltura.info/2009/11/04/danni-alle-radici-da-scavi/"></script></div>			
			</div><div style="clear:both"></div><div style="padding-bottom:4px;"></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Simposio internazionale su Anoplophora</title>
		<link>http://www.arboricoltura.info/2009/03/02/simposio-internazionale-su-anoplophora/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=simposio-internazionale-su-anoplophora</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 16:34:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda verde]]></category>
		<category><![CDATA[Arboricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Avversità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.arboricoltura.info/?p=780</guid>
		<description><![CDATA[Fondazione Minoprio,  Università degli studi di Milano, Regione Lombardia ed ERSAF invitano al Secondo Simposio Internazionale Anoplophora Chinensis &#038; A. Glabripennis.   ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1-3 Aprile 2009 &#8211; Fondazione Minoprio,  Università degli studi di Milano, Regione Lombardia ed ERSAF invitano al <strong>Secondo Simposio Internazionale Anoplophora <img class="size-medium wp-image-781 alignright" title="anoplophora_chinensis" src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2009/03/anoplophora_chinensis_4572-300x200.jpg" alt="anoplophora_chinensis" width="300" height="200" />Chinensis &amp; A. Glabripennis.</strong></p>
<p>Questo insetto sta causando un ingente danno all&#8217;ecosistema urbano dimostrandosi in grado di attaccare piante in ottimo stato vegetativo appartenenti a più di 20 specie vegetali, arboree ed arbustive, ornamentali e da frutto. E&#8217; a rischio il  patrimonio arboreo di Milano e quello di un&#8217;altra trentina di comuni lombardi. In Lombardia la presenza dell&#8217;insetto, di recente introduzione in Europa, ha dato vita nel 2008 a una massiccia  campagna d&#8217;informazione che ha coinvolto l&#8217;intera popolazione lombarda nella segnalazione della presenza dell&#8217;insetto.</p>
<p>Nella tre giorni saranno presenti esperti regionali, nazionali e internazionali del settore che condivideranno le ricerche e le esperienze sul parassita e approfondiranno le relative strategie di difesa fitosanitaria.</p>
<p>Programma delle giornate e scheda di iscrizione sul sito di <a href="http://www.ersaf.lombardia.it/default.aspx?pgru=1&amp;psez=70">ERSAF Lombardia</a> o <a href="http://www.fondazioneminoprio.it/">Fondazione Minoprio</a>.</p>
<p>Informazioni:</p>
<pre>Matteo Maspero
Centro MiRT - Fondazione Minoprio
Viale Raimondi, 54
22070 Vertemate con Minoprio (Co)
Website: <a class="moz-txt-link-abbreviated" href="http://www.fondazioneminoprio.it/">www.fondazioneminoprio.it</a>
E.mail: <a class="moz-txt-link-abbreviated" href="mailto:m.maspero@fondazioneminoprio.it">m.maspero@fondazioneminoprio.it</a>

Segreteria Fondazione Minoprio 031.900248.</pre>
<h3>Guarda lo spot sul Tarlo asiatico:</h3>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/ig-ThyGhFHk&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ig-ThyGhFHk&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<div class="bottomcontainerBox" style="border:1px solid #808080; border-radius:5px 5px 5px 5px; box-shadow:2px 2px 5px rgba(0,0,0,0.3);background-color:#F0F4F9;">
			<div style="float:left; width:85px;padding-right:10px; margin:4px 4px 4px 4px;height:30px;">
			<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.arboricoltura.info%2F2009%2F03%2F02%2Fsimposio-internazionale-su-anoplophora%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=85&amp;action=like&amp;font=verdana&amp;colorscheme=light&amp;height=21" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width=85px; height:21px;" allowTransparency="true"></iframe></div>
			<div style="float:left; width:80px;padding-right:10px; margin:4px 4px 4px 4px;height:30px;">
			<g:plusone size="medium" href="http://www.arboricoltura.info/2009/03/02/simposio-internazionale-su-anoplophora/"></g:plusone>
			</div>
			<div style="float:left; width:95px;padding-right:10px; margin:4px 4px 4px 4px;height:30px;">
			<a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://www.arboricoltura.info/2009/03/02/simposio-internazionale-su-anoplophora/"  data-text="Simposio internazionale su Anoplophora" data-count="horizontal">Tweet</a>
			</div><div style="float:left; width:105px;padding-right:10px; margin:4px 4px 4px 4px;height:30px;"><script type="in/share" data-url="http://www.arboricoltura.info/2009/03/02/simposio-internazionale-su-anoplophora/" data-counter="right"></script></div>			
			<div style="float:left; width:85px;padding-right:10px; margin:4px 4px 4px 4px;height:30px;"><script src="http://www.stumbleupon.com/hostedbadge.php?s=1&amp;r=http://www.arboricoltura.info/2009/03/02/simposio-internazionale-su-anoplophora/"></script></div>			
			</div><div style="clear:both"></div><div style="padding-bottom:4px;"></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Fronte comune contro il &#8220;tarlo asiatico&#8221;</title>
		<link>http://www.arboricoltura.info/2008/07/13/fronte-comune-contro-il-tarlo-asiatico/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=fronte-comune-contro-il-tarlo-asiatico</link>
		<comments>http://www.arboricoltura.info/2008/07/13/fronte-comune-contro-il-tarlo-asiatico/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Jul 2008 11:33:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arboricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Avversità]]></category>
		<category><![CDATA[Il verde e la città]]></category>
		<category><![CDATA[Verde Pubblico]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.arboricoltura.info/?p=273</guid>
		<description><![CDATA[Quest'insetto di origine asiatica si nutre di legno. Dopo essersi insediato in un albero, si riproduce velocemente e ne divora l'interno causandone la morte. Guarda lo spot della Regione Lombardia...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-278" style="float: left;" title="anoplophora_chinensis_4572" src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2008/07/anoplophora_chinensis_4572-300x200.jpg" alt="" width="282" height="188" />In Lombardia da qualche anno è stata rilevata la presenza di due pericolosissimi insetti di origine asiatica, <strong>innocui per l&#8217;uomo</strong> ma <strong>dannosi per il nostro patrimonio arboreo</strong>.</p>
<p>Attaccano piante di 20 specie diverse e si diffondono rapidamente. Si tratta di <em>Anoplophora chinensis</em> e <em>Anoplophora glabripennis</em>, due specie praticamente indistinguibili, che chiamiamo più semplicemente <strong>tarlo asiatico</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono due coleotteri le cui larve danneggiano e possono provocare la morte degli alberi, scavando profonde gallerie all&#8217;interno dei tronchi e delle radici.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli adulti sono visibili fra giugno e agosto e sono riconoscibili per le grosse dimensioni e le <strong>lunghe antenne</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Da quando sono comparsi in Lombardia, il Servizio Fitosanitario regionale si è mobilitato sorvegliando il territorio ed eliminando le piante colpite, l&#8217;unico modo attualmente conosciuto per contenerne la diffusione.</p>
<p style="text-align: justify;">Le conseguenze dell&#8217;eventuale insediamento definitivo dei due insetti  <strong>potrebbero essere molto gravi</strong>.<img class="alignright size-medium wp-image-279" style="float: right;" title="tarlo-21" src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2008/07/tarlo-21-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></p>
<p style="text-align: justify;">In Cina negli ultimi anni sono state abbattute 50 milioni di piante di agrumi, nella sola città di Toronto (Canada) sono state abbattute 12 mila piante colpite.</p>
<p style="text-align: justify;">Per evitare gravi danni nel nostro territorio, Regione Lombardia ha avviato una <strong>campagna informativa</strong> ai cittadini lombardi, sollecitandoli a <strong>segnalare tempestivamente eventuali avvistamenti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni nuova segnalazione può salvare centinaia di alberi della Lombardia.</p>
<p style="text-align: justify;">Se lo vedi, segnalalo immediatamente ai seguenti recapiti:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>840.000.001 </strong>(solo da telefono fisso, costo 1 scatto alla risposta);</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>02.69.96.70.01 </strong>(da cellulari, costo in base all&#8217;operatore telefonico);</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><a href="mailto:tarloasiatico@regione.lombardia.it"><strong>tarloasiatico@regione.lombardia.it</strong></a><strong> </strong><strong> </strong><br />
<h3>Guarda lo spot sul Tarlo asiatico:</h3>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ig-ThyGhFHk&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/ig-ThyGhFHk&amp;hl=it&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></li>
</ul>
<p><strong><a href="http://www.agricoltura.regione.lombardia.it/sito/tmpl_action.asp?DocumentoId=2101&amp;SezioneId=2500000000&amp;action=Documento">Nel sito della Regione Lombardia</a> </strong>vi sono immagini per l&#8217;identificazione dell&#8217;insetto ed ulteriori riferimenti per le segnalazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ulteriori informazioni:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mariangela Ciampitti<br />
Servizio Fitosanitario Regionale<br />
</strong>Via Pola, 12/14 &#8211; 20124 Milano<br />
Tel. 02-67658006<br />
Fax 02-67658019<br />
E-mail <a href="mailto:tarloasiatico@regione.lombardia.it%20%20%20mariangela_ciampitti@regione.lombardia.it">tarloasiatico@regione.lombardia.it<br />
</a><a href="mailto:tarloasiatico@regione.lombardia.it%20%20%20mariangela_ciampitti@regione.lombardia.it">mariangela_ciampitti@regione.lombardia.it</a><a href="mailto:tarloasiatico@regione.lombardia.it%20%20%20mariangela_ciampitti@regione.lombardia.it"><br />
</a></p>
<p><!--[if gte vml 1]> <![endif]--></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Beniamino Cavagna<br />
</strong>Viale Raimondi, 54 &#8211; 22070 Vertemate con Minoprio (CO)<br />
Tel. 335-5814387; 031-320507<img src="file:///C:/DOCUME%7E1/Andrea/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image001.gif" border="0" alt="" width="11" height="11" /><br />
E-mail <a href="mailto:beniamino_cavagna@regione.lombardia.it">beniamino_cavagna@regione.lombardia.it</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://it.youtube.com/watch?v=ig-ThyGhFHk"> </a></p>
<div class="bottomcontainerBox" style="border:1px solid #808080; border-radius:5px 5px 5px 5px; box-shadow:2px 2px 5px rgba(0,0,0,0.3);background-color:#F0F4F9;">
			<div style="float:left; width:85px;padding-right:10px; margin:4px 4px 4px 4px;height:30px;">
			<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.arboricoltura.info%2F2008%2F07%2F13%2Ffronte-comune-contro-il-tarlo-asiatico%2F&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=85&amp;action=like&amp;font=verdana&amp;colorscheme=light&amp;height=21" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width=85px; height:21px;" allowTransparency="true"></iframe></div>
			<div style="float:left; width:80px;padding-right:10px; margin:4px 4px 4px 4px;height:30px;">
			<g:plusone size="medium" href="http://www.arboricoltura.info/2008/07/13/fronte-comune-contro-il-tarlo-asiatico/"></g:plusone>
			</div>
			<div style="float:left; width:95px;padding-right:10px; margin:4px 4px 4px 4px;height:30px;">
			<a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://www.arboricoltura.info/2008/07/13/fronte-comune-contro-il-tarlo-asiatico/"  data-text="Fronte comune contro il &#8220;tarlo asiatico&#8221;" data-count="horizontal">Tweet</a>
			</div><div style="float:left; width:105px;padding-right:10px; margin:4px 4px 4px 4px;height:30px;"><script type="in/share" data-url="http://www.arboricoltura.info/2008/07/13/fronte-comune-contro-il-tarlo-asiatico/" data-counter="right"></script></div>			
			<div style="float:left; width:85px;padding-right:10px; margin:4px 4px 4px 4px;height:30px;"><script src="http://www.stumbleupon.com/hostedbadge.php?s=1&amp;r=http://www.arboricoltura.info/2008/07/13/fronte-comune-contro-il-tarlo-asiatico/"></script></div>			
			</div><div style="clear:both"></div><div style="padding-bottom:4px;"></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Agricolle, da Bioplanet</title>
		<link>http://www.arboricoltura.info/2008/05/15/agricolle-da-bioplanet/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=agricolle-da-bioplanet</link>
		<comments>http://www.arboricoltura.info/2008/05/15/agricolle-da-bioplanet/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 May 2008 19:50:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avversità]]></category>
		<category><![CDATA[Il verde e la città]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta biologica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.arboricoltura.info/2008/05/15/agricolle-da-bioplanet/</guid>
		<description><![CDATA[Agricolle è un prodotto a base di polisaccaridi (zuccheri) che agisce come collante elettrostatico nei confronti dei fitomizi causando l&#8217;ostruzione tracheale e la morte per soffocamento dei parassiti (afidi, aleurodidi, psille, cocciniglie, ecc..). Il prodotto, che non ha nessuna controindicazione, ha un effetto immediato nei confronti delle colonie di parassiti, vista anche la particolare azione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2008/05/agricolle.jpg" alt="agricolle.jpg" align="left" /><strong>Agricolle</strong> è un  prodotto a base di polisaccaridi (zuccheri) che agisce come collante elettrostatico nei confronti dei fitomizi causando l&#8217;ostruzione tracheale e la morte per soffocamento dei parassiti (afidi, aleurodidi, psille, cocciniglie, ecc..).<br />
Il prodotto, che non ha nessuna controindicazione, ha un effetto immediato nei confronti delle <img src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2008/05/agricolle-ill.gif" alt="agricolle-ill.gif" align="right" height="86" width="227" />colonie di parassiti, vista anche la particolare azione delle molecole della colla che vengono attirate da cariche elettrostatiche dell&#8217;esoscheleletro degli insetti. Agricolle supera il concetto di pesticida, introducendo una nuova idea nelle strategie di gestione fitosanitaria.  E&#8217; perfettamente compatibile con le strategie di lotta biologica ed integrata, e con l&#8217;uso degli insetti utili, che, grazie anche alla loro mobilità, sfuggono alla sua azione.</p>
<p>Contattateci per avere ulteriori informazioni.</p>
<p><img src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2008/05/foto-agricolle1.thumbnail.jpg" alt="foto-agricolle1.jpg" /> <img src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2008/05/foto-agricolle2.thumbnail.jpg" alt="foto-agricolle2.jpg" /> <img src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2008/05/foto-agricolle3.thumbnail.jpg" alt="foto-agricolle3.jpg" />  <img src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2008/05/foto-agricolle5.thumbnail.jpg" alt="foto-agricolle5.jpg" /></p>
<h3><strong>Cos&#8217;è Bioplanet</strong></h3>
<p><strong>Allevamento di insetti e acari utili</strong><br />
<img src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2008/05/foto-home_a2.thumbnail.jpg" alt="foto-home_a2.jpg" align="right" /> Al centro dell&#8217;azione di Bioplanet c&#8217;è la diffusione della lotta biologica in agricoltura e nel verde urbano, in alternativa ai metodi di difesa fondati sulla chimica. Per questo Bioplanet è la prima azienda in Italia nella produzione di insetti ed acari utili per la difesa biologica delle colture e delle piante ornamentali. I prodotti di Bioplanet vengono usati soprattutto in orticoltura e florovivaismo, ma anche nelle colture in pieno campo, in frutticoltura e nel verde ornamentale.</p>
<p><strong>Strumenti per la nuova agricoltura</strong><br />
<img src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2008/05/foto-home_b1.thumbnail.jpg" alt="foto-home_b1.jpg" align="right" /> Accanto all&#8217;allevamento degli insetti utili, Bioplanet si occupa più in generale dello sviluppo di tutti i mezzi tecnici puliti, che possano produrre il miglioramento delle strategie di difesa, promuovendo una nuova agricoltura che concilia massima qualità delle produzioni e vera sostenibilità ambientale.</p>
<p><strong>Assistenza tecnica e ricerca</strong><img src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2008/05/foto-bombo.thumbnail.jpg" alt="foto-bombo.jpg" align="right" /><br />
Bioplanet offre il supporto tecnico per definire il migliore impiego degli insetti e degli altri prodotti, nelle varie situazioni colturali. Per sviluppare nuovi prodotti e nuove tecniche di utilizzo, cura programmi dimostrativi e sperimentali, anche in collaborazione con gruppi di ricerca nazionali ed internazionali. Bioplanet è anche membro di:<br />
•	IBMA, International Biocontrol Manufacturers Association;<br />
•	Centuria RIT, Parco Scientifico Tecnologico.</p>
<p><a href="http://www.bioplanet.it">www.bioplanet.it </a></p>
<div class="bottomcontainerBox" style="border:1px solid #808080; border-radius:5px 5px 5px 5px; box-shadow:2px 2px 5px rgba(0,0,0,0.3);background-color:#F0F4F9;">
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			</div><div style="clear:both"></div><div style="padding-bottom:4px;"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Bergamo, programma di difesa biologica del verde urbano</title>
		<link>http://www.arboricoltura.info/2008/05/13/bergamo-programma-di-difesa-biologica-al-verde-urbano/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=bergamo-programma-di-difesa-biologica-al-verde-urbano</link>
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		<pubDate>Tue, 13 May 2008 11:24:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avversità]]></category>
		<category><![CDATA[Il verde e la città]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta biologica]]></category>
		<category><![CDATA[Verde Pubblico]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.arboricoltura.info/2008/05/13/bergamo-programma-di-difesa-biologica-al-verde-urbano/</guid>
		<description><![CDATA[In collaborazione con Cooperativa della Comunità (Stezzano-BG) e Bioplanet (Cesena), nell'ambito di un innovativo progetto di gestione delle aree verdi della Circoscrizione 2 di Bergamo, sono state individuate le alberate di Via Bellini e del "Polaresco" quali "aree pilota" in cui effettuare introduzioni massicce di adulti di coccinella della specie Adalia bipunctata (la comune coccinella a due puntini neri) su alberature di Tiglio comunemente infestate dall'afide Eucallipterius tiliae.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2008/05/adaliabipunctata1web.thumbnail.jpg" alt="adaliabipunctata1web.jpg" align="right" />Come qualsiasi altro ecosistema, anche il verde ornamentale è costituito da un ambiente fisico nel quale vivono molte specie di organismi viventi (piante, animali, microrganismi, ecc..), in un&#8217;associazione molto stretta detta &#8220;biocenosi&#8221;, nella quale ogni specie interagisce con le altre in maniera complessa. Sulle piante ornamentali delle nostre case e delle nostre città vivono moltissimi organismi, ma solo una minima parte di essi possono risultare dannosi e solo in alcuni casi.<br />
Questi &#8220;fitofagi&#8221; sono per lo più acari od insetti dei seguenti gruppi: afidi, tripidi, cocciniglie, lepidotteri o coleotteri. Alcuni di essi (es. lepidotteri e coleotteri) si cibano direttamente delle parti verdi o di quelle legnose, altri invece (es. afidi, cocciniglie e spille) succhiano la linfa delle piante provocando un danno diretto e talora anche un danno indiretto , meno grave per la pianta, legato all&#8217;emissione di un&#8217;escrezione zuccherina detta &#8220;melata&#8221; che imbratta la chioma delle piante ed i manufatti sottostanti.<br />
Questa problematica legata alla produzione di melata, pur esteticamente poco piacevole da vedersi e fastidiosa per l&#8217;effetto di &#8220;appiccicaticcio&#8221; che determina (in fase di calpestio, di utilizzo di manufatti e di parcheggio di autovetture sotto le chiome interessate dal fenomeno), rappresenta una condizione il più delle volte poco problematica e ben tollerata dalle alberature urbane. Un abbondante acquazzone primaverile, infatti, può portare ad una naturale risoluzione, con dilavamento della melata e rallentamento del ciclo degli insetti infestanti.</p>
<p>Fortunatamente, nell&#8217;ecosistema urbano è presente una lunga serie di organismi utili, per lo più altri acari ed insetti, che vivono a spese di quelli dannosi e ne garantiscono il controllo. Purtroppo diversi fattori di interferenza fanno sì che questi equilibri naturali, soprattutto in ambito urbano, siano spesso alterati a favore delle specie dannose. Questi fattori sono in parte climatici ma anche biologici (es. nuove specie di insetti dannosi provenienti dall&#8217;estero), agronomici (salute delle piante) e chimici (trattamenti inadeguati con insetticidi tossici).<br />
Ai fini della difesa è importante in primo luogo tutelare gli organismi utili già presenti, e se necessario, potenziarne l&#8217; attività mediante mirate liberazioni di popolazioni di organismi utili per ripristinare gli equilibri perduti.</p>
<p><strong>Bioplanet</strong> di Cesena alleva numerose specie di insetti ed acari utili per la lotta biologica, tra questi alcuni,<img src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2008/05/logo.thumbnail.gif" alt="logo.gif" align="right" /> per le loro caratteristiche, hanno dimostrato di potere essere molto validi anche in applicazioni sul verde ornamentale. Si tratta di predatori generici, molto adatti ai nostri ambienti ed in grado di nutrirsi di specie diverse e di ricercare le prede anche quando nascoste o protette dalla vegetazione.</p>
<p>La <strong>Cooperativa della Comunità</strong>, attiva dal 1975, si occupa di servizi specializzati nel settore della cura, valorizzazione e manutenzione del verde, ed in modo particolare nella gestione degli alberi, applicando le più moderne tecniche arboricolturali.</p>
<p>Nell&#8217;ambito di un <strong>innovativo progetto di gestione delle aree verdi della Circoscrizione 2</strong>, sono state individuate le alberate di Via Bellini e del Polaresco quali &#8220;aree pilota&#8221; in cui effettuare introduzioni massicce di adulti di coccinella della specie <em>Adalia bipunctata</em> (la comune coccinella a due puntini neri) su alberature di Tiglio comunemente infestate dall&#8217;afide <em>Eucallipterius</em><em> tiliae</em>. Scopo della attività è l&#8217;insediamento anticipato del suo limitatore naturale, la coccinella appunto, in grado di limitarne le pullulazioni di afidi, in attesa che la componente naturale faccia la sua comparsa e prima del raggiungimento di una soglia di molestia con produzione di melata.</p>
<p><strong>Nel corso della stagione e degli anni a seguire, una corretta impostazione di programmi</strong><strong> di difesa biologica-integrata porteranno progressivamente ad un potenziamento dei fattori di controllo naturali nell&#8217; &#8220;ecosistema urbano&#8221; e, inevitabilmente, ad una situazione di maggiore stabilità ambientale.</strong><br />
Il &#8220;lancio&#8221; (termine tecnico con cui si intende la fase di liberazione degli insetti utili) di adulti di coccinella è stato effettuato nella giornata di sabato 3 maggio.</p>
<p><img src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2007/11/afidi1.thumbnail.jpg" alt="afidi1.jpg" align="left" />La liberazione di insetti utili pur avendo una significato tecnico importante (ripopolamento, potenziamento degli equilibri biologici), rispecchia una valenza ed un&#8217;opportunità culturale per la cittadinanza di primaria importanza che porti ad una rivalutazione del verde urbano che non più inteso solo come una problematica da tollerare e gestire , ma come una preziosa opportunità da valorizzare al meglio a fini ornamentali, ricreativi ed educativi.</p>
<div class="bottomcontainerBox" style="border:1px solid #808080; border-radius:5px 5px 5px 5px; box-shadow:2px 2px 5px rgba(0,0,0,0.3);background-color:#F0F4F9;">
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		<title>Principi di lotta biologia e naturale</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 16:20:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arboricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Avversità]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta biologica]]></category>
		<category><![CDATA[Verde Pubblico]]></category>

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		<description><![CDATA[Verde Urbano &#8211; Principi di lotta biologia e naturale Così come in agricoltura, anche nelle aree verdi è possibile favorire i meccanismi naturali di controllo dei parassiti mediante opportuni interventi: la scelta mirata delle specie vegetali, la creazione di siepi, il mantenimento di strisce erbose non sfalciate, il lancio di ausiliari che predano o parassitizzano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Verde Urbano &#8211; Principi di lotta biologia e naturale</strong><br />
<img src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2007/11/cocc1.thumbnail.jpg" alt="cocc1.jpg" align="left" /> Così come in agricoltura, anche nelle aree verdi è possibile favorire i meccanismi naturali di controllo dei parassiti mediante opportuni interventi: la scelta mirata delle specie vegetali, la creazione di siepi, il mantenimento di strisce erbose non sfalciate, il lancio di ausiliari che predano o parassitizzano i fitofagi delle piante ornamentali.</p>
<p align="justify">Nella sua concezione più classica la lotta biologica consiste nella conservazione e nell&#8217;uso degli antagonisti naturali esistenti nell&#8217;ambiente,con l&#8217;obiettivo di controllare i parassiti per mantenerli entro limiti inferiori alle soglie di danno. Essa può essere applicata attraverso due linee di azione fondamentali, vale a dire:</p>
<ul>
<li>la protezione e il      potenziamento degli antagonismi presenti in natura (lotta naturale);</li>
<li>l&#8217;introduzione nell&#8217;ambiente di      agenti biotici (insetti, acari, nematodi, batteri, virus, funghi) che,      inserendosi nell&#8217;ecosistema, ne divengono forza regolatrice di controllo,      in molti casi durevole nel tempo (lotta biologica).</li>
</ul>
<p align="justify"><img src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2007/11/spintroofmijtmetspint.thumbnail.jpg" alt="spintroofmijtmetspint.jpg" align="right" />La prima linea di azione consiste nel realizzare attività indirizzate alla conservazione e all&#8217;aumento delle popolazioni dei nemici naturali dei fitofagi nell&#8217;ambiente (lotta naturale).</p>
<p align="justify">La seconda linea di azione consiste invece nell&#8217;utilizzo di agenti biotici (entomofagi in particolare) che vengono immessi nell&#8217;ambiente per controllare la popolazione di un determinato parassita. Le maggiori possibilità applicative si riscontrano nella lotta biologica contro gli insetti, attraverso l&#8217;impiego (lancio) di tutti quegli organismi che predano o parassitizzano gli insetti e gli acari fitofagi.</p>
<p align="justify">Entrambe queste tipologie di azione possono essere applicate in programmi di difesa biologica del verde urbano.</p>
<p align="justify"><img src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2007/11/afidi1.thumbnail.jpg" alt="afidi1.jpg" align="left" />Anche in città la valorizzazione della lotta naturale è di fondamentale importanza per una gestione ecologica del verde ornamentale. Essa può essere realizzata, innanzi tutto, sfruttando l&#8217;azione di piante che consentono la moltiplicazione, l&#8217;alimentazione o il rifugio di insetti utili.</p>
<p align="justify">In particolare, preservando le siepi e mantenendo, dove possibile, strisce di piante erbacee spontanee non sfalciate, si incentiva la presenza d&#8217;insetti predatori e parassitoidi nell&#8217;ambiente e se ne favorisce il passaggio verso le piante ornamentali infestate.</p>
<div class="bottomcontainerBox" style="border:1px solid #808080; border-radius:5px 5px 5px 5px; box-shadow:2px 2px 5px rgba(0,0,0,0.3);background-color:#F0F4F9;">
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			</div><div style="clear:both"></div><div style="padding-bottom:4px;"></div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La Tignola defogliatrice dell’Ippocastano (Cameraria ohridella): un nuovo flagello in Europa centrale</title>
		<link>http://www.arboricoltura.info/2007/10/14/la-tignola-defogliatrice-dell%e2%80%99ippocastano-cameraria-ohridella-un-nuovo-flagello-in-europa-centrale/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-tignola-defogliatrice-dell%25e2%2580%2599ippocastano-cameraria-ohridella-un-nuovo-flagello-in-europa-centrale</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Oct 2007 15:12:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avversità]]></category>
		<category><![CDATA[Verde Pubblico]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.arboricoltura.info/2007/10/14/la-tignola-defogliatrice-dell%e2%80%99ippocastano-cameraria-ohridella-un-nuovo-flagello-in-europa-centrale/</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;ipoccastano (Aesculus hippocastanum) è uno degli alberi ornamentali più comuni dell&#8217;Europa centrale. Sebbene sia stato introdotto solamente 400 anni fa dal sud-est dell&#8217;Europa, oggi a Vienna e dintorni crescono almeno 20.000 ippocastani. L&#8217;ippocastano era una specie arborea con poche malattie (ad esempio Guignardia aesculi, fungo Ascomicete) finché non è stata importata, in un primo momento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2007/11/camerariaohridella1.thumbnail.jpg" alt="camerariaohridella1.jpg" align="left" />L&#8217;ipoccastano (<em>Aesculus hippocastanum</em>) è uno degli alberi ornamentali più comuni dell&#8217;Europa centrale. Sebbene sia stato introdotto solamente 400 anni fa dal sud-est dell&#8217;Europa, oggi a Vienna e dintorni crescono almeno 20.000 ippocastani. L&#8217;ippocastano era una specie arborea con poche malattie (ad esempio <em>Guignardia aesculi</em>, fungo Ascomicete) finché non è stata importata, in un primo momento in Macedonia e successivamente in Europa centrale, la Tignola defogliatrice <em>Cameraria ohridella</em>. In questo lavoro vengono esposti l&#8217;origine, la biologia, il danno, le dinamiche della popolazione, i fattori naturali di limitazione, l&#8217;impatto economico, le scelte di gestione ed il controllo della <em>Cameraria ohridella.</em>Nel 1984 presso il lago Ohrid, in Macedonia, venivano riferiti gravi danni all&#8217;Ippocastano da parte di una tignola defogliatrice sconosciuta (Simova-Tosic e Filev, 1985): più tardi questa venne descritta come <em>Cameraria ohridella</em> (Lepidotteri Litoccolletidi, fig. 1) (Deschka e Dimic, 1986). Nel 1989, solo 5 anni dopo, la tignola defogliatrice è stata segnalata a circa 100 km (620 miglia) a Nord, nell&#8217;Austria centrale (Puchberger, 1995) ed anche a Zagabria, in Croazia (Maceljski e Berti&#8217;c, 1992). Nel 1992 vennero osservate proliferazioni in massa di tignole defogliatrici dell&#8217;ippocastano nei pressi dell&#8217;areale d&#8217;introduzione. Da allora il flagello è andato diffondendosi da un parte all&#8217;altra dell&#8217;Austria, raggiungendo l&#8217;Ungheria (Szaboky, 1997), la Germania (Butin e Führer, 1994) e la Repubblica Ceca nel 1993 (Liska, 1997) e la Slovacchia (Sivicek et al., 1997) nel 1994.</p>
<p><strong>Origine</strong></p>
<p>Resta ancora da chiarire l&#8217;origine della tignola defogliatrice dell&#8217;ippocastano. Davis  (in Pschorn-Walcher, 1997) è arrivato<img src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2007/11/cameraria_ohridella_raupe_s.thumbnail.jpg" alt="cameraria_ohridella_raupe_s.jpg" align="right" /> alla conclusione che <em>C. ohridella</em> è del tutto differente dalle altre specie di <em>Cameraria </em>conosciute in America. Pertanto la tignola è da considerare con molta probabilità una specie sopravvissuta di <em>Cameraria </em>(in Pschorn-Walcher, 1994). Peraltro, dal momento che <em>Cameraria ohridella</em> è una specie monofaga, praticamente tutti i generi spontanei di <em>Aesculus</em> (in tutto il mondo se ne conoscono 16 specie) ne potrebbero essere l&#8217;origine. Deschka (1993) elenca 13 piante diverse sensibili alla <em>Cameraria.</em></p>
<p><strong>Biologia e danni di <em>Cameraria ohridella</em></strong></p>
<p>Lo sfarfallamento della tignola e l&#8217;ovoposizione hanno inizio nella zone più calde dell&#8217;Austria tra la fine di <img src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2007/11/camerariaohridella_ad05s.thumbnail.jpg" alt="camerariaohridella_ad05s.jpg" align="left" />aprile e l&#8217;inizio di maggio, in relazione alle condizioni del tempo. Le uova sono deposte singolarmente sulla superficie superiore delle foglie di <em>Aesculus</em>, di solito tra le nervature. Dopo due o tre settimane si possono osservare le prime piccole mine a forma di virgola. Le larve e le gallerie fogliari crescono regolarmente per 4 o 5 settimane, fino a diventare mine di colore marrone chiaro di 3-4 cm di lunghezza. Le larve s&#8217;impupano ed emergono da 2 a 3 settimane dopo; questa generazione vive un periodo variabile da 7 a 10 settimane. Nelle regioni a clima più caldo, in condizioni di tempo ottimale, sono possibili fino a 3 generazioni l&#8217;anno. La terza generazione sverna solitamente allo stadio di crisalide, nascosta negli strati più superficiali del terreno. Le giovani larve vivono nel parenchima a palizzata nutrendosi di linfa, mentre gli stadi larvali più vecchi (3° stadio) scavano tra le nervature fogliari.</p>
<p><img src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2007/11/4263807838.thumbnail.jpg" alt="4263807838.jpg" align="right" />Il danno principale è dato dalle larve che si nutrono delle foglie di <em>Aesculus hippocastanum</em> (figura 4). Sulle foglie dell&#8217;ibrido d&#8217;ippocastano a fioritura rossa (<em>Aesculus carnea </em>= ibrido di <em>A. pavia</em> e <em>A. hippocastanum</em>) si è notato un danno fogliare molto meno esteso. Come conseguenza dell&#8217;attività d&#8217;erosione, a partire dalla fine di Giugno le foglie iniziano ad ingiallire e ad imbrunire. Si possono arrivare a contare fino a 200 mine per foglia. La prima generazione di <em>C. ohridella</em> si nutre principalmente delle parti basse della chioma mentre la seconda si nutre prevalentemente della parte superiore. In caso di attacchi gravi, verso la fine di luglio si può verificare la completa defogliazione, senza che rimangano foglie per l&#8217;ovoposizione. In alcuni casi l&#8217;ippocastano rifiorisce a<img src="http://www.arboricoltura.info/wp-content/uploads/2007/11/camerariabaum_3.thumbnail.jpg" alt="camerariabaum_3.jpg" align="left" /> settembre, con lo spuntare di nuove foglie. Di conseguenza non si avrà la 3^ generazione. Occasionalmente, in mancanza di foglie d&#8217;ippocastano, si verificano attacchi ad <em>Acer pseudoplatanus </em>(Krehan, 1995 e fig. 5). Sull&#8217;acero montano, fino ad oggi non si è ancora riscontrato uno sviluppo completo (dall&#8217;uovo allo sfarfallamento dell‘adulto) di <em>C. ohridella</em>.</p>
<p><strong>La dinamica delle popolazione</strong></p>
<p>Nel 1996, in Europa centrale sono stati danneggiati dalla tignola defogliatrice oltre 250.000 km², e l&#8217;area d&#8217;infestazione è fortemente aumentata. L&#8217;areale d&#8217;espansione si sviluppa più rapidamente in direzione est.</p>
<p><strong>Fattori di limitazione naturali</strong></p>
<p>Comunemente, il più importante fattore di mortalità naturale è la concorrenza intraspecifica per lo spazio ed il nutrimento nelle foglie. Le prime indagini sul parassitismo della <em>Cameraria ohridella</em> hanno evidenziato una bassa incidenza del fenomeno in Europa (Deschka e Dimic, 1986; Krehan, 1995; Stolz, 1997). La maturazione delle uova può essere ritardata da condizioni meteorologiche sfavorevoli ma il tasso di mortalità allo stadio larvale è molto basso (tra il 3 ed il 55 % nella 2^ e nella 3^ generazione &#8211; tabella 1). Dal momento che i bozzoli rimangono all&#8217;interno delle foglie cadute, le crisalidi svernanti sono ben protette contro la disidratazione invernale.</p>
<p><strong>Impatto economico</strong></p>
<p>Gl&#8217;ippocastani sono alberi ornamentali molto importanti in Europa. Per questo motivo gli arboricoltori si sforzano con impegno per conservare gli alberi in salute ed esenti da patogeni. C&#8217;è preoccupazione per il fatto che la maggior parte degli alberi di <em>Aesculus hippocastanum </em>potrebbero deperire a causa dei gravi e ripetuti attacchi di <em>C. ohridella.</em> Fortunatamente nessun ippocastano è morto in 3 o 4 anni d&#8217;infestazione<em>.</em> Peraltro la perdita precoce delle foglie esaurisce le riserve d&#8217;amido ed aumenta la predisposizione verso altre dannose interferenze ambientali e malattie.</p>
<p><strong>Opzioni gestionali e controllo</strong></p>
<p>La rimozione ed il compostaggio delle foglie morte è una prassi comune per il controllo, dal momento che <em>Cameraria ohridella </em>sverna allo stadio di crisalide nelle foglie cadute e in decomposizione a terra. Osservazioni di campo a Vienna hanno dimostrato che queste misure riducono la popolazione primaverile delle tignole (Marx, 1997). Si può effettuare la soppressione dello stadio larvale del patogeno spruzzando inibitori della sintesi della chitina (quali ad esempio Dimilin a base di diflubenzuron 0,04 % p.a. o Alsystin a base di triflumuron allo 0,04 % p.a. &#8211; Blümel e Hausdorf, 1997; Krehan, 1997). L&#8217;applicazione andrebbe eseguita immediatamente prima o durante l&#8217;ovodeposizione, come è stato dimostrato per altri insetti minatori fogliari. (Marion et al., 1990). Gli spray locali non trovano applicazione quando le larve hanno già iniziato a formare le mine all&#8217;interno delle foglie perché il Dimilin e l&#8217;Alsystin non hanno effetto sistemico e non possono controllare le larve all&#8217;interno. Data la persistenza di questi composti è sufficiente un&#8217;applicazione all&#8217;anno. Sperimentazioni preliminari con iniezioni all&#8217;albero impiegando nuovi insetticidi sistemici (acetamiprid e imidacloprid) hanno dimostrato di effettuare un buon controllo quando l&#8217;insetticida è trasportato dai vasi dell&#8217;albero in tutte le parti della chioma nelle quantità e nelle concentrazioni corrette. Se il dosaggio è eccessivo, le foglie presentano sintomi d&#8217;avvizzimento, specialmente nella parte superiore della chioma in cui la traslocazione degli insetticidi è più intensa. Prove di campo con iniezioni di Acecap (Orthene) non hanno avuto successo nel controllo di <em>Cameraria </em>(Krehan, 1997).</p>
<p>Sfortunatamente le pratiche colturali sono costose e non così efficaci così come gli insetticidi sintetici, e i trattamenti chimici non sono popolari. Inoltre, i metodi di controllo colturali offrono solamente soluzioni temporanee. I futuri protocolli di difesa dovranno indirizzarsi verso il controllo biologico classico, che si realizza importando specifici nemici naturali del patogeno dalle sue regioni d&#8217;origine.</p>
<p>I più importanti nemici naturali del minatore fogliare sono parassitoidi. In media, i minatori fogliari soffrono il parassitismo più di ogni altro gruppo di insetti (Hawkins, 1994). Il basso tasso di parassitismo di <em>Cameraria ohridella</em> nell&#8217;Europa centrale ed in Macedonia indica che la tignola defogliatrice dell&#8217;ippocastano potrebbe aver avuto origine da un&#8217;altra parte del mondo. Nella sua regione d&#8217;origine, è molto probabile sia controllata da un complesso di parassitoidi e pertanto non si sviluppa mai in maniera grave. Il controllo biologico tradizionale cerca di selezionare i maggiori nemici naturali all&#8217;interno del complesso e di introdurre queste specie attraverso una severa procedura di quarantena. Una volta introdotto ed ambientato, il nemico naturale esercita un controllo durevole del patogeno, richiedendo solo interventi occasionali. Esistono molti precedenti di successo nella lotta biologica di patogeni defogliatori esotici.</p>
<p><strong> Conclusioni</strong></p>
<p>La tignola defogliatrice dell&#8217;ippocastano è stata introdotta in Macedonia e nell&#8217;Europa centrale in anni recenti. Non è chiara la sua origine. <em>Cameraria ohridella</em> è un insetto monofago che colpisce solamente <em>Aesculus hippocastanum</em>. L&#8217;attività di nutrizione delle larve provoca lo scolorimento delle foglie e la loro filloptosi anticipata in luglio o agosto. L&#8217;applicazione di Dimilin o analoghi prodotti chimici immediatamente prima dell&#8217;ovodeposizione consente di ottenere buoni risultati nel controllo ma dovrebbe essere attivato in futuro il tradizionale controllo biologico con l&#8217;importazione di nemici naturali.</p>
<p align="left"><em>di Christian Tomiczek e Hannes Kreha</em></p>
<p align="left"><strong>tratto da Journal of Arboriculture, vol. 24, n° 3, maggio 1998</strong></p>
<p><em>(traduzione dall&#8217;inglese: Mussia Ovanessian; adattamento: Paolo Alleva</em></p>
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