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Alle radici dell’albero…

08nov2007

Contrariamente a quanto comunemente si crede, e talvolta si trova in illustrazioni poco fedeli, in un albero cresciuto indisturbato, con abbondante spazio e terreno a disposizione, le radici si troveranno disposte in un ampio raggio attorno alla pianta e nello strato più danni_radicisuperficiale del suolo, quello più fertile e meglio arieggiato.
Le radici hanno infatti la necessità di trovare ossigeno disponibile per potere respirare: ogni cellula vivente deve respirare e l’albero non dispone di meccanismi di trasporto dell’ossigeno verso le cellule che non sono a diretto contatto con l’aria (come le foglie). Per questo motivo il compattamento del terreno elimina gli spazi disponibili per l’aria e provoca asfissia all’apparato radicale dell’albero.
I danni alle radici si ripercuotono sulla chioma
(e viceversa). Forti perdite di radici assorbenti riducono drasticamente l’approvvigionamento di acqua e sali minerali per quelle porzioni di chioma più direttamente collegate alle radici danneggiate.
Lo stesso, d’altra parte, accade alle radici, quando ampie porzioni di chioma vengono perse a causa di rotture o capitozzi; le radici private degli zuccheri e degli amidi prodotti con la fotosintesi, deperiscono e muoiono. E’ dunque importante evitare di riportare terreno, scavare, coprire, impermeabilizzare o compattare il suolo nella zona esplorata dalle radici.
Anche l’opportunità di eseguire interventi di fertilizzazione andrà sempre attentamente valutata.

Perché non danneggiare le radici di un albero
I danneggiamenti alle radici a seguito di scavi o altre manomissioni possono essere di diversa entità, variabili dalla distanza dal fusto e dalla distribuzione spaziale dell’apparato radicale.
Ad esempio, nel caso vengano mutilate o lesionate prevalentemente radici di piccole dimensioni (funzione assorbente), la pianta soffrirà uno stress fisiologico, più o meno grave, a causa del ridotto approvvigionamento idrico e nutrizionale. Ne deriva che soprattutto durante il periodo estivo le piante accusino sintomi generalizzati di deperimento e appassimento della parte aerea che possono anche tradursi in avvizzimento irreversibile (morte della pianta). Qualora vengano danneggiate radici di grosse dimensioni che ancorano le piante al terreno (radici portanti) aumenta anche il pericolo di ribaltamento delle stesse e, come precedentemente ricordato, diventa più probabile l’ingresso dalle ferite di agenti di marciume del legno.
Oltre agli scavi altri danni alle piante possono essere causati da urti (anche accidentali) da parte di macchine operatrici, da depositi di materiali inerti o inquinanti nella zona delle radici e da ricariche o abbassamenti del livello di terreno. Per questo motivo gli alberi all’interno di un cantiere dovrebbero essere protetti con una solida recinzione, che consenta di evitare danni ai fusti, alla chioma e alle radici.
La prevenzione rappresenta in questo campo il metodo più efficace su cui impostare i programmi volti alla conservazione e sviluppo del patrimonio arboreo. Evitando i traumi e le ferite è possibile mantenere sane e integre le alberate, riducendo al minimo gli oneri manutentivi.

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